Johnny Zeze: una bella storia di integrazione ad Andria

In questo articolo scopriremo la storia di Johnny e percorreremo insieme la strada che lo ha avvicinato allo sport e al team Sgaramella.

Johnny Zeze: una bella storia di integrazione

Johnny Zeze in foto con i maestri federali Riccardo e Pietro Sgaramella.

L’integrazione è un tema attuale e discusso. Johnny Zeze è un ragazzo di 19 anni proveniente dal Camerun che ha vissuto, nel suo breve percorso di vita, già molte esperienze provanti. Iniziamo a scoprire di più su di lui e sulle circostanze che l’hanno portato qui in Italia.

Camerun: la guerra civile

La Repubblica del Camerun è una repubblica unitaria dell’Africa equatoriale, la cui capitale si chiama Yaoundé e il cui presidente è da circa trent’anni Paul Biya. Questo paese conta più di 23 milioni di abitanti le cui lingue ufficali sono in larga parte il francese e in minor parte l’inglese. Le principali religioni professate in Camerun sono il cristianesimo e l’islamismo: si stima che la popolazione sia per circa il 70% di fede cristiana.

Yaoundé è una capitale che non è mai veramente decollata sotto l’aspetto economico e, faticando a raggiungere l’indipendenza economica, di riflesso la povertà risulta essere in aumento.

Boko Haram è un’organizzazione terroristica composta da estremisti islamici

È in questo contesto sociale che si sta inserendo la battaglia tra stato camerunense e estremismo islamico sunnita: dal 2002 l’organizzazione terroristica Boko Haram (che tradotto letteralmente vuol dire ‘l’istruzione occidentale è proibita”) lotta incessantemente per espandersi e rafforzare la propria presenza nel Camerun settentrionale mediante attentati terroristici. Dal 2010 il leader di questo gruppo di fanatici è Abubakar Shekau.

Johnny Zeze è un ragazzo di 19 anni del Camerun
Johnny Zeze è un ragazzo di 19 anni originario del Camerun.

In risposta alla crescente attività militare del Boko Haram, il presidente del Camerun Paul Biya ha inviato nella regione più a Nord un generale di sua fiducia, insieme a rinforzi militari di mille uomini. Le forze militari sono, tuttavia, quasi sempre in affanno sotto l’aspetto militare e spesso risultano insufficienti o inferiori numericamente rispetto all’organizzazione che cercano di contrastare.

I meriti sportivi di Johnny

Johnny ha cominciato a praticare la boxe qui in Italia nella palestra dei maestri federali Riccardo e Pietro Sgaramella, dimostrando sin da subito una innata attitudine per questo sport. I tecnici federali del team Sgaramella credono nelle potenzialità espresse fino ad ora dall’atleta e auspicano una carriera pugilistica ricca di soddisfazioni.

Johnny Zeze: match del 19 novembre a Barletta

Al momento Johnny ha all’attivo tre match (2 vittorie e 1 sconfitta) nella categoria dei pugili dilettanti Senior e ne disputerà a brevissimo altri con un obiettivo preciso in mente: raggiungere il numero di match e di punti necessari al passaggio nel professionismo del pugilato.

Come boxare a vuoto (video in cui Johnny ci mostra la cosiddetta “Shadow Boxe”)

Aspirazioni da pugile… ma anche da uomo comune

La bella storia di integrazione di cui stiamo parlando non riguarda solo il pugile, ma tutto il contesto che ruota intorno a lui. Il ragazzo, lo ricordiamo, ha solo 19 anni, è in Italia da meno di un anno e nonostante questo ha già le idee chiare: vuole imparare il mestiere di elettricista o quello di fotografo – attività, queste, tutt’altro che fuori dall’ordinario e che a noi hanno fatto capire che Johnny è un ragazzo con la testa sulle spalle che aspira a trovare il suo posto nel mondo.

Johnny è un ragazzo con la testa sulle spalle che aspira a trovare il suo posto nel mondo

Non avrebbe potuto fare altro che scappare dal contesto problematico e instabile nel quale è nato, e per sua fortuna sul territorio pugliese, più specificatamente qui ad Andria, ha trovato chi l’ha aiutato e ancora lo aiuta a vivere una vita dignitosa. Molti degli iscritti in palestra, poi, si sono dimostrati solidali nei suoi confronti in tanti modi differenti.

Altri fondamentali atti di solidarietà sono compiuti da don Geremia Acri, figura che incarna la volontà della Diocesi di Andria di accogliere i meno fortunati e permettere loro di vivere con dignità e nel segno dell’integrazione, non solo nel tessuto sociale della città ma più in generale del territorio italiano. Don Geremia Acri ha dichiarato in più occasioni:

Cerco di vivere per ridare dignità e giustizia a me stesso e ai miei fratelli, non importa quale sia il colore della loro pelle, la loro fede, la loro cultura. Credo fortemente che non si dia pace senza giustizia, ma anche che non c’è verità se non nell’amore

Chiunque desiderasse essere parte attiva nel costante impegno di integrazione promosso dalla diocesi di Andria, può informarsi dalla pagina Facebook della Casa di Accoglienza S. Maria Goretti. Rinnoviamo come al solito il nostro invito a seguirci sulla pagina Facebook ufficiale del team Sgaramella per restare sempre aggiornati sugli atleti e sui nostri corsi di pugilato.

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